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lunedì 22 aprile 2013

Lo stress ossidativo!

Nel nostro organismo i radicali liberi si formano di continuo. Le cellule, per vivere, hanno bisogno di energia che deriva da complesse reazioni chimiche coinvolgenti l’ossigeno. È durante questi processi che si formano i radicali liberi. Ed il loro numero aumenta con l’intensificarsi di queste reazioni dovute a svariate cause, quali: esercizio fisico eccessivo, malattie, alcuni farmaci, inquinamento atmosferico, fumo, radiazioni, raggi ultravioletti, gas di scarico, pesticidi e gli errori della moderna alimentazione. I radicali liberi, nel nostro organismo, agiscono indiscriminatamente sulle cellule.

Cosa sono i radicali liberi?
I radicali liberi sono molecole costituite da un raggruppamento di atomi instabili, in quanto manca loro un elettrone. Per questo motivo essi tendono a ritornare in equilibrio prendendo l’elettrone mancante da  qualsiasi molecola con la quale vengono a contatto; dopo tale contatto tale molecola diventa “ossidata” diventando a sua volta un radicale libero.
Fortunatamente l’organismo ha dei mezzi per bloccare questa riproduzione a catena, purtroppo, però, i radicali liberi in circolazione sono assai distruttivi per alcune sostanze vitali dell’organismo, e generano dei danni che causano numerose malattie.
Per capire il fenomeno detto ossidazione si immagini cosa succede ad un pezzo di ferro non verniciato che resta esposto nell’aria. Assai presto i suoi atomi interagiranno con l’ossigeno nell’aria e, nel tempo, arrugginirà fino a disintegrarsi. Se, invece, tale ferro fosse protetto da una buona vernice, potrebbe mantenersi nel tempo. Questo dimostra l’importanza di una valida protezione nei confronti dell’azione dell’ossigeno nei radicali liberi. Tra i prodotti che tendono ad ossidarsi facilmente, troviamo i grassi essenziali (EFA, Essential Fatty Acid), infatti il pesce sui banchi del supermercato va a male nel giro di pochi giorni poiché l’olio presente nel suo tessuto assorbe l’ossigeno presente nell’aria in quantità elevata.

Perché sono pericolosi?
I radicali liberi sono pericolosi perché hanno un’azione distruttiva nei confronti delle cellule e dei grassi che ne formano le membrane. Sono anche dannosi nei confronti di alcuni costituenti cellulari.

Quali problemi possono causare?
Tra i problemi causati dai radicali liberi troviamo: invecchiamento in generale, le rughe della pelle, fenomeni infiammatori, artrite, bronchiti croniche, artrosi, cataratte, malattie del fegato, nefriti, insonnia, perdita di capelli. In Italia l’aspettativa di vita è di circa 75 anni.
Se una persona riuscisse a mantenere un livello contenuto di radicali liberi, allora potrebbe aspettarsi di arrivare molto più avanti. Da questo si può capire quanto sia importante conoscere e combattere questi nemici del nostro organismo.

Come si generano?
Alcuni si generano con la respirazione. Mentre il 95% circa dell’ossigeno inalato viene utilizzato dalla cellule per produrre energia, il rimanente 5% dà origine ai radicali liberi.
Purtroppo vi sono altre condizioni che concorrono alla formazione dei radicali liberi, ed esse si possono verificare, sia in condizioni di salute normale che in presenza di qualche patologia. E quando la quantità di radicali liberi supera un certo livello, si viene a creare una situazione pericolosa per l’organismo.

Condizioni normali di salute.
In queste condizioni i radicali liberi aumentano quando la persona pratica dello sport o delle attività che richiedono sforzi muscolari. In questo caso il suo consumo di ossigeno può aumentare fino a venti volte, e aumenta in proporzione anche la produzione di radicali liberi. Si sono riscontrati dei valori elevati di radicali liberi anche in persone sedentarie sottoposte a stress psico-fisico.
Aumenta la produzione di radicali liberi, con valori molto alti, anche in coloro che si trovano nelle condizioni seguenti:
  • inquinamento ambientale (fumo di tabacco, radiazioni solari, ecc.)
  • abuso di bevande alcoliche
  • farmaci (pillola contraccettiva, uso di estrogeni durante la menopausa, ecc)
  • gli alimenti mal digeriti e mal assimilati
  • alcune malattie
  • l’azione dei gas e sostanze tossiche dovute alla combustione dei motori
  • il danno prodotto da metalli pericolosi usati nell’industria (cadmio, piombo, mercurio, ecc.) e dagli idrocarburi derivati dalle lavorazioni chimiche, ecc.
  • alcune radiazioni ionizzanti comprese quelle solari
  • l’attività fisica intensa in quanto incrementa la respirazione con conseguente surplus di formazione di perossido di idrogeno.
Condizioni patologiche.
Troviamo dei valori alti di radicali liberi in un elenco molto lungo di malattie ad esempio: il diabete, l’artrite reumatoide, l’ipertensione, l’Alzheimer, la stenosi della carotide, ecc.

Come si accumulano nell’organismo?
Si accumulano a causa di una ridotta efficienza dei sistemi di difesa oppure per alcune cause esterne ed anche per una carenza organica di sostanze antiossidanti. Questa carenza può dipendere dal fatto che esse mancano nella dieta o non sono assorbite nel modo dovuto. Quando l’organismo non riesce ad eliminare i radicali liberi in eccesso, essi si accumulano nei tessuti danneggiando le cellule. Il danno, nel tempo, può evolvere creando problemi locali o sistemici (che interessano tutto l’organismo) generando così, il quadro particolare caratteristico dello stress ossidativo. Questo stress comporta un deterioramento delle cellule, e quindi dei tessuti da esse costituiti, con una evidente perdita di efficienza. Il danno provocato dallo stress  ossidativo alle cellule inizia nella membrana, e ciò comporta uno scambio minore tra esse ed il mondo esterno (matrice) da cui ricevono il nutrimento ed in cui scaricano gli scarti creati con il loro metabolismo. Il danno può arrivare all’interno delle cellule, siamo allora in presenza del classico DANNO CELLULARE. Attualmente lo stress ossidativo è ritenuto responsabile dell’invecchiamento precoce della pelle ed anche molte malattie, che vanno dall’infarto all’ictus, dalla colite alla pancreatite, dall’ipertensione arteriosa all’aterosclerosi, dal Parkinson alla Demenza di Alzheimer, dall’obesità al diabete, dalla bronchite cronica all’artrite reumatoide. Va sottolineato che, a differenza delle altre patologie, quasi sempre identificabili con un esame medico e delle indagini mirate, lo stress ossidativo è difficile da riscontrare, perché non genera sintomi ben definiti. Comunque, anche se non fornisce nessun fenomeno evidente, che possa suggerire un approfondimento diagnostico, basterebbero dei semplici test biochimici per inquadrarne la presenza. La rimozione di tale stress aiuterebbe una persona ad eliminare vari problemi attuali, e gli eviterebbe un peggioramento che potrebbe compromettere la qualità e/o la durata della sua vita.

Come difendere il nostro organismo?
Nelle condizioni normali, il nostro organismo è in grado di neutralizzare i radicali liberi con un complesso sistema di difesa, costituito da un insieme di sostanze antiossidanti, tra cui troviamo: enzimi, vitamine, sostanze naturali (es. bioflavonoidi) ed alcuni oligoelementi (es. selenio).
Tra le vitamine ricordiamo la Vitamina E, la Vitamina C, i carotenoidi, i polifenoli, le antocianidine, ecc. Tutti questi elementi sono in grado, attraverso complessi meccanismi, di contrastare l’azione ossidante dei radicali liberi. Valutare la presenza dei radicali liberi nel sangue non serve, i radicali liberi ci sono, nessuno ne è risultato esente eseguendo i test specifici.

Come intervenire?
L’unico modo per combattere il dannoso effetto dei radicali liberi è quello di assumere con gli alimenti una giusta quantità di acidi essenziali e di sostanze antiossidanti che sono presenti in natura soprattutto nella frutta e negli ortaggi, due alimenti che contengono flavonoidi.
È quindi utile consumare almeno 5-6 porzioni di frutta e verdura fresche e di stagione.
Sono considerati antiossidanti:
Pigmenti vegetali: polifenoli, bioflavonoidi;
Vitamine: vitamina C, vitamina E, betacaroteni (provitamina A);
Micronutrienti ed enzimi: selenio, rame, zinco, glutatione, coenzima Q10, melatonina, ecc..

Siccome assumiamo queste sostanze, prima di tutto con l’alimentazione, è davvero importante una dieta sana, a base di cereali e frutti di coltivazioni biologicamente controllate e possibilmente non trattate.
I maggiori fornitori di antiossidanti sono: cereali (grano, germogli), i fagioli, le noci, i germogli ed i derivati del latte di capra o pecora.  
Va notato che i vari antiossidanti hanno un’azione selettiva, riescono infatti ad annullare uno o due specifici radicali liberi.

Come coprire il fabbisogno di acidi essenziali?
Secondo un rapporto dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il fabbisogno di acidi grassi essenziali è il seguente:
Omega 6: dal 5 all’8% del fabbisogno calorico giornaliero,
Omega 3: dall’1 al 2% del fabbisogno calorico giornaliero.
Omega 9: dal 3 al 9 % del fabbisogno calorico giornaliero.
Con la attuale alimentazione non è possibile coprire il fabbisogno per cui gli integratori di tali fattori sono indispensabili.

Come coprire il fabbisogno degli altri antiossidanti?
La sola dieta non è sufficiente per coprire gli aumentati fabbisogni delle sostanze antiossidanti di cui si è parlato in precedenza per cui non si può fare a meno di usare integratori alimentari. Poichè una sostanza antiossidante agisce in contrasto di uno o poco più dei radicali liberi è difficilissimo poter progettare un prodotto completo fatto di sostanze chimiche che tra l’altro possono avere una attività ridotta rispetto a quelle presenti in Natura.
La moderna tecnologia ci consente di usare una notevole varietà di frutti naturali, togliere semplicemente la grande parte di acqua che contengono per disidratazione e utilizzare il residuo secco ad alto contenuto di sostanze antiossidanti per ottenere perfetti integratori alimentari liquidi o in compresse da masticare.
Sono: Pomesteen Power, Nature’s 18, Aloe 2 Go.
E per gli acidi grassi, Arctic Sea
Da usare come indicato sulle confezioni.

Articolo a cura del Dott. Maurizio Mariscoli, Consulente Industriale per il Farmaco, Procuratore presso il Ministero della Salute per Farmaci, Cosmetici, Dispositivi medici, Integratori alimentari e Veterinaria.

Fonte: Notiziario FOREVER


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mercoledì 10 aprile 2013

La prevenzione oggi!

Prevenire è un concetto a 360 gradi che prende in considerazione lo stile di vita e il rapporto dell’uomo con l’ambiente in cui vive, quindi va a influenzare il suo comportamento. Per fare questo, occorre “educare” la persona e renderla consapevole che le proprie abitudini influiscono direttamente sulla salute propria e di riflesso anche su tutta la collettività.

I PERIODI DELLA VITA

Dalla nascita alla pubertà
Madre natura fornisce di regola a ogni bambino il massimo livello possibile di salute. Sta all’adulto saperlo preservare con comportamenti corretti e consapevoli, oppure rovinarlo creando le basi per problemi futuri.
Nei primi anni di vita, l’organismo è impegnato a crescere e a fortificarsi. Non si possono sottovalutare gli ottimi effetti di una buona gravidanza sulla salute psico-fisica del nascituro. Non solo la madre deve prestare attenzione alla propria alimentazione, ma tutto lo stile di vita deve essere rivisto alla luce del figlio.
Altro elemento di fondamentale importanza è l’alimentazione – sia della madre che del bambino.
Bisogna aver presente che con l’alimentazione si costruisce la qualità dei tessuti del corpo, la sua resistenza e la sua forza, la sua capacità di perdurare nel tempo.

L’adolescenza
Troviamo giovani con problemi fisici, sovrappeso, intolleranze alimentari, carie etc. Questi problemi sono dovuti principalmente ad un’errata alimentazione, troppo povera di frutta e verdura e troppo carica di proteine animali, grassi saturi, zuccheri e cereali raffinati. Una corretta alimentazione rimane un caposaldo fondamentale per la salute per tutto il corso della vita. In questa fase di vita è anche fondamentale l’attività fisica. Mentre il bambino si muove continuamente,il giovane, già a scuola, inizia a rimanere seduto per molte ore al giorno. Ad aumentare la sedentarietà contribuiscono anche la televisione (4,5 ore al giorno come media) ed il computer (2,5 ore al giorno).
L’attività fisica permette al corpo di mantenersi in salute, perché “brucia” le tossine e rinforza tutto il sistema immunitario oltre tutto l’organismo in generale.
Per il giovane, l’interesse principale potrebbe essere lo sport (non agonistico perché troppo intenso), occasione anche per sviluppare doti morali e interiori, come la tenacia, la forza, l’amicizia, la costanza e così via.
Terzo e ultimo fattore importante diviene l’ambiente in cui si vive, perché ora più che mai l’inquinamento ambientale, in ogni sua forma, diventa deleterio per la salute.

L’adulto fino a 40 anni
Nell’uomo adulto ormai la struttura psico-fisica è completamente formata, e il compito consiste ora nel mantenerla in salute difendendola dalle minacce dell’ambiente esterno. L’alimentazione, come già detto, rimane un pilastro fondamentale. Rispetto al giovane, diminuisce la necessità di proteine e aumenta quella di carboidrati complessi per far fronte a uno stile di vita in cui diminuisce la componente del movimento fisico ed aumenta quella dell’attività intellettuale. L’ambiente assume un ruolo sempre più centrale. L’adulto, a contatto con molteplici fonti di inquinamento dovute alla propria attività professionale e alla vita in generale, necessita di una maggiore protezione. In questa fase di vita si pone maggiormente in primo piano la salute psichica e difatti è ora che iniziano i primi sintomi di malessere. Le relazioni con gli altri hanno un ruolo fondamentale per il benessere generale, così come la capacità di gestire le proprie emozioni. Una relazione sentimentale appagante e in grado di aprire le persone alle profondità del proprio essere, è una medicina eccezionale. Se poi questa relazione viene inserita nel contesto più ampio della famiglia e dei figli, si creano veramente le condizioni ottimali di salute. La nostra società, imperniata eccessivamente su valori  individualistici, sottovaluta l’importanza della famiglia in generale. Se da un lato si perde una considerevole quantità di libertà personale, dall’altro si acquista la reale possibilità di essere felici.

Dai 40 ai 60 anni
Dal punto di vista della salute, questa è la fase più critica, perché iniziando l’invecchiamento si manifestano i problemi fisici da cui origina la perdita del benessere. Qui, potremmo dire, si pagano gli errori della gioventù. Lo stile di vita sempre più sedentario richiede un’alimentazione più leggera, basata su frutta, verdura, pochissimi zuccheri, grassi e proteine. Lo scopo è di non appesantire l’organismo che inizia a risentire della perdita di forza fisica. In questa direzione vanno anche tutta una serie di pratiche di purificazione, come i digiuni, la detossinazione, la pulizia dell’intestino e così via, azioni finalizzate ad aiutare il corpo a ripulirsi dalle tossine accumulate che sono la principale fonte di malattie. L’attività fisica intensa viene sostituita con un’attività motoria moderata, come il camminare ogni giorno per almeno un’ora. Il corpo tende a perdere le sue forze e occorre aiutarlo a ripristinarle.

L’anziano
Nell’antichità questo periodo era definito invece “Età dell’oro” o anche “Età della saggezza” proprio ad indicare quel meraviglioso processo umano che è l’evoluzione, che inizia con il bambino completamente inconsapevole di sé e termina con l’anziano saggio che ha compreso la vita. Sembra che gli anziani debbano per forza di natura essere malati, non è assolutamente vero, infatti la questione da chiarire è se la malattia debba per forza apparire. Le malattie giungono quasi inesorabilmente perché sono il frutto dell’accumulo di tossine, radicali liberi e cattive abitudini sia alimentari sia di stili di vita errati nel corso della vita.

Conclusioni
A ben vedere, riuscire a vivere la vita in salute è un compito arduo che richiede impegno sin dai primi anni di vita. La salute è una condizione naturale di ogni essere vivente ed è solo con propri errori (e quelli altrui) che accade frequentemente di perderla. Va considerato che non sempre è possibile mettere in pratica quanto esposto in precedenza. Al giorno d’oggi dobbiamo fare i conti con due fattori di primaria importanza come l’ambiente e la qualità dei cibi che sono fortemente denaturati. L’ambiente è inquinato e carico di agenti nocivi e il cibo ha scarsa validità nutrizionale in quanto, a causa delle coltivazioni e degli allevamenti intensivi, carente di nutrienti sia per qualità che per quantità degli stessi. È obbligatorio oggi, per mantenere o per ripristinare il benessere, lo stato di salute e una buona qualità di vita, INTEGRARE l’alimentazione con prodotti di alta qualità, progettati in maniera mirata per raggiungere lo scopo prefisso.


Fonte: Notiziario FOREVER